martedì 4 giugno 2013

spunto per costruzione autonoma di storie

Corsa contro il tempo
Lo strano caso del bus di linea Orly - Parigi Etoile


Parigi, 04 maggio 2013 - Risvolti imprevedibili sulla bizzarra storia del bus di linea della compagnia BusEau partito l'uno giugno alle ore 23.00 dall'aeroporto di Orly e giunto a Place de l’Etoile  sette minuti prima (alle ore 23.23) della navetta che effettuava la corsa precedente (partita da Orly alle ore 22.40). L’autista, il sig. Lazare S., percorreva la stessa strada circa dieci volte al giorno da due anni. Giurava di aver seguito lo stesso itinerario di sempre e che sia lui che i passeggeri avevano percepito i soliti cinquanta minuti circa di tempo fra la partenza e l’arrivo. Poco traffico, pioggia a dirotto, visibilità scarsa. All’arrivo, nessun allarme per i diciotto passeggeri che sono andati via senza farsi troppe domande.

L’autista del secondo bus, il sig. Baptiste C., ci era sembrato discretamente irritato all’intervista rilasciata quel fatidico giorno; da indiscrezioni abbiamo appreso che tempo fa aveva accusato il suo collega all'ufficio del personale perché quando capitavano turni a seguire, questi era spesso in ritardo constringendolo a effettuare una corsa in più. Testimoni hanno visto i due a Place de l’Etoile stupiti e palesemente risentiti guardarsi l'un l'altro per qualche minuto in perfetto silenzio. La corsa del secondo bus era andata liscia come quella del primo e gli orari degli orologi di bordo erano perfettamente sincronizzati.

I due autisti sono andati il giorno stesso a fare rapporto al direttore della compagnia trasporti, nonchè proprietario dell'azienda, l'ing. Vincent Bureau, proprio il figlio del magnate Pierre Antoine Bureau, scomparso in circostanze misteriose lo scorso febbraio, sul quale ancora non si ha alcuna notizie. “Il sig. Bureau guardava con aria ironica e curiosamente inquietante un po’ l’orologio, un po’ noi due argomentare con sgomento l’accaduto” ci ha raccontato Baptiste, il quale minacciava di mettere in mezzo il sindacato. “Ha cercato di farmi desistere dicendomi che questa storia, per quanto certamente veritiera, era difficile da credere per i non addetti ai lavori. Poi ha ceduto alla nostra insistenza acconsentendo ad analizzare le riprese della videocamera di sicurezza autostradale”. Il giorno dopo, con non poche difficoltà, era stata portata in direzione una copia della registrazione. In tre hanno guardato quel video con grande concentrazione più e più volte; vedevano passare il secondo autobus alle ore 23.15 nell'ultima tratta autostradale, ma mai il primo. “Il direttore iniziava a preoccuparsi senza però voler darlo a vedere e dopo una lunga pausa ha cominciato ad esporre la sua versione dei fatti. Diceva, alterandosi sempre di più, che era un complotto contro di lui e contro la società, forse per avere un aumento di stipendio, una celata minaccia, un tranello ben organizzato. Una cosa inaudita. Il mio collega aveva certamente effettuato un altro percorso, solo Dio sa quale” il che costituiva una grave infrazione, bastevole per licenziarlo.

Il giorno successivo è stato convocato un altro uomo, uno dei passeggeri del primo bus. Lo abbiamo intervistato subito dopo la riunione all'uscita dalla sede della BusEau. Ci ha detto che i tre erano agguerriti e misteriosamente avidi di informazioni, di qualunque natura, riguardo la tratta di quel giorno e che egli aveva appreso solo successivamente cosa era davvero accaduto. Essendo questi uno steward che viveva a Parigi, gli capitava più volte la settimana di percorrere quella tratta. Ogni tanto si sedeva accanto all’autista a chiacchierare ma, quel giorno, piuttosto stanco, era andato a sedersi in fondo ed era stato per tutto il percorso a guardare la pioggia fuori dal finestrino, preoccupato per una questione personale che non ha voluto confidarci. Nonostante quel tempaccio non gli avesse permesso di vedere i dettagli della strada, lo steward era piuttosto certo che il percorso fosse stato come di consueto. Ricordava, però, che dopo circa un quarto d’ora di viaggio (o quantomeno questo fu il lasso di tempo che egli aveva percepito) si era addormentato per sette minuti esatti, in particolare dalle ore 23.11 alle ore 23.18. Quell’abbandono ad un sonno improvviso e per un tempo così preciso nessuno si è permesso di mettere in dubbio che fosse da addebitare alla sua profonda stanchezza.

Voci ancora da confermare affermerebbero che il sig. Lazare S. abbia ricevuto in data odierna una lettera di licenziamento per giusta causa. Tuttavia sembra plausibile la notizia secondo la quale la procura che si sta occupando del caso del sig. Pierre Antoine Bureau, si stia interessando a questa storia e probabilmente nei prossimi giorni consulterà i due autisti nel sospetto (piuttosto remoto a nostro parere) che i due casi siano in qualche modo collegati.