domenica 24 ottobre 2010

adieu

non è rispetto non è fallimento non è etica non è moralismo non è rancore non è euforia non è candore non è semplicità non è sentimento non è certezza non è amore non è dubbio non è ironico non è serio non è influenzabile non è romantico non è pauroso non è rilassante non è temporaneo non è assoluto non è ossessivo non è palliativo non è simbolico non è intelligente non è razionale non è chiusura non è involontario non è coraggio non è separazione non è peccato forbici invisibili per tagliare un filo invisibile che unisce persone invisibili col sorriso amaro che gode della volontà non è mania non è follia non è simpatia non è gesto non è luce non è parola non è niente davvero non è niente tranquilla non è successo niente non è niente

mercoledì 13 ottobre 2010

freedomsimulator

- la libertà non è avere infinite possibilità…
- la libertà…
- la libertà è avere infinite possibilità e la consapevolezza di averne scelta una
- tu fai le cose così semplici
- è il mio lavoro
- tu, il tuo lavoro, la tua vita, il tuo dannato denaro
- che c’entra il mio denaro
- ma sì, se tu fossi più povero saresti più felice
- io sono felice
- il tuo cane è felice, perché lui i tuoi soldi se li mangia e piscia nel giardino della tua villa
- stai farneticando. e poi fai piano che ci sentono
- chi ci sente? loro sono tutti come te
- loro ci sono e non puoi far finta che non esistono
- no caro, loro non esistono! Io sono sola
- ci sono io
- no, sono sola davanti a mille strade tutte uguali
- prendine una
- l’ho presa
- l’hai presa?
- sì, ma ora ho davanti il doppio delle strade di prima
- torna indietro, prendine un’altra
- non posso
- sì che puoi!
- no, dietro di me c’è un bivio e non ricordo…
- che farai allora
- piangerò fino ad addormentarmi
- dormi allora
- sto dormendo

domenica 10 ottobre 2010

nightmaresimulator

Resisti, vomita, fallo per poter riaccarezzare i tuoi figli, fallo per i tuoi genitori, vomita. Diceva piangendo quell’uomo adulto e bello come un attore dopo aver salvato un altro uomo da un baratro che improvvisamente si era creato fra l’erba secca intorno a quella maledetta casa nel nulla. Erba secca ovunque, alta e minacciosa. E crepitante. Quel fumo che entrava in casa era denso e nero e come vivo, ma bastava un po’ di corrente d’aria fresca a cacciarlo via. Non capiva lui, lasciava moglie e figlio dentro al sicuro e usciva a controllare, col cuore in gola, per la paura di qualcosa di invisibile. Cielo grigio, poco vento e rumori sinistri che provenivano da ovunque. Fino all’orizzonte di quella pianura morta non si vedeva un albero o una sola casa o una strada o una qualunque opera dell’uomo. Solo erba secca e alta. Girando dal terrazzo all’atrio davanti casa finalmente intravide delle fiamme, poche, lontane. Poi un uomo anziano che veniva verso di lui con una vecchia macchina rossa. Era il contadino ed era disperato. Diceva che ormai tutto era finito, ma voleva aiutarlo e mentre cercava di strappare l’erba più vicina alla casa per tenere lontano il fuoco, si aprì quel baratro, la terra lo spinse giù e lui urlava. L’uomo lo afferrò e lo trascinò su, lo fece alzare, sembrava stesse bene. Ma in faccia aveva qualcosa che gli impediva di respirare. Vomita, vomita! No, diceva il contadino anch’egli in lacrime, lasciami morire, per i miei figli, lasciami morire. Lacrime e orrore nel cercare di convincerlo a vivere e gettare tutta la sua angoscia in una piccola scatola di vetro. Vomitò tutto, anche un insetto bianco che sembrava gli avesse succhiato via la vita. Vomitò tutto.

sabato 9 ottobre 2010

2010 - le cose che cambiano


Giocare con l’altro lato della medaglia è come guardarti allo specchio di nuca. E guardarti allo specchio di nuca è assolutamente stupido. Ma giocando si impara. Che le parole sono solo parole, che non puoi sentire se non lo vuoi e non puoi voler sentire. E se anche vivessimo nel mondo al contrario, non cambierebbe nulla. Le prospettive non cambiano le dimensioni, i punti di vista non cambiano l’unità della realtà. Le onde del mare possono rincorrersi senza trovarsi mai o superarsi e unirsi in un istante che non prevede l’eternità. Si amplificano e si scontrano e si annullano e si sciolgono dove l’unica cosa che rimane al sole è solo il sale che brilla come punte d’oro grattate dalla rabbia. Due rette parallele non si incrociano mai e questo va al di là della superficialità delle cose che puoi toccare, al di là della superficie che puoi giudicare, perché ogni linea tracciata dalla realtà si incrocia in un unico punto che non siamo in grado di scorgere. Due rette parallele non si incrociano mai e almeno puoi stare certo che quel punto non esiste in quella finzione che abbaglia l’anima. L’anima che corre spaventata da una luce così forte che annulla la sensorialità. L’altra faccia della medaglia, se la vedi vuol dire che non esiste. Non puoi educare alla morte.